La gestione della terapia antitrombotica rappresenta una delle sfide più complesse nella pratica clinica contemporanea, particolarmente nei pazienti che presentano contemporaneamente indicazione ad anticoagulazione per tromboembolismo venoso (TEV) e necessità di terapia antiaggregante per coronaropatia con pregressa sindrome coronarica acuta (SCA).
Questa condizione clinica, che coinvolge fino al 15-35% dei pazienti con TEV secondo gli studi osservazionali (Valeriani et al., 2020; Giraud et al., 2021), richiede un delicato bilanciamento tra efficacia antitrombotica e rischio emorragico, con implicazioni significative per gli outcome clinici.
Ad oggi, le evidenze sulle gestione della terapia antitrombotica in tale contesto derivano principalmente da sottogruppi di studi non specificamente disegnati per questi pazienti e mancano linee guida specifiche per la gestione di questi scenari clinici complessi.
Difatti, un aspetto fondamentale che giustifica la necessità di questa survey emerge dalla significativa asimmetria nelle raccomandazioni delle linee guida internazionali.
Mentre per i pazienti che assumono anticoagulante per fibrillazione atriale (FA) e concomitante indicazione ad antiaggreganti esistono indicazioni specifiche di sospensione dell’antiaggregante con algoritmi decisionali specifici basati su timing post-PCI, rischio ischemico e emorragico, le attuali linee guida internazionali sulle gestione del TEV non forniscono indicazioni specifiche per la gestione della terapia combinata.
Inoltre, mancano strategie specifiche per la gestione nella fase extended della terapia anticoagulante.

Obiettivo Primario: Valutare le strategie di gestione della terapia antitrombotica attualmente adottate da internisti e cardiologi italiani nei pazienti con TEV acuto che necessitano di terapia antiaggregante per coronaropatia.

Obiettivi Secondari:

  1. Identificare le variabili che influenzano le scelte terapeutiche (timing dell'evento coronarico, tipo di antiaggregazione, caratteristiche del paziente), in assenza di algoritmi validati come quelli disponibili per la FA
  2. Analizzare le differenze di approccio tra specialità (Medicina Interna vs Cardiologia) nel contesto del gap guideline-based 3. Valutare le strategie adottate nella fase extended della terapia anticoagulante, area non coperta dalle attuali raccomandazioni 4. Identificare aree di incertezza e bisogni formativi specifici derivanti dalla mancanza di linee guida dedicate

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